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Osteria dei Vagabondi Logo
Tanti, tantissimi amici dell’Osteria dei Vagabondi ricordano com’è nata l’avventura che quest’inverno festeggia il traguardo dei dieci anni di vita. Perché hanno trascorso molte serate con noi, a Sauze d’Oulx, ascoltando la musica dal vivo che qui è sempre l’ingrediente fondamentale. Ma per i più giovani, o per quelli che ci hanno appena conosciuti, ecco un po’ di storia sul locale che fin dalla nascita ha vissuto, e continua a vivere a pieno ritmo, la notte di Sauze.

L’Osteria dei Vagabondi nasce nel 2000 per raccogliere l’eredità di un altro storico locale della località altovalsusina: l’Osteria da Gigi. Ed è proprio lui, Gigi Bischi, nell’autunno di quell’anno, a mettere in contatto Renato (storico frequentatore dei locali torinesi, con il sogno di aprirne uno tutto suo) e i due neozelandesi Damian e Simon, ben noti a Sauze da diverso tempo. I tre, in pochi mesi, prendono in gestione e ristrutturano il locale che il 13 dicembre del nuovo millennio fa il suo ingresso sulla scena della vita notturna di Sauze d’Oulx. Di lì a poco, arriva anche Rosella, e il gruppo dei quattro fondatori dell’Osteria è completo.

Fin dal primo anno di attività, l’Osteria dei Vagabondi si impone a livello nazionale tra i locali che offrono più musica dal vivo: tutte le sere da dicembre a fine aprile; il venerdì e il sabato da giugno a settembre, e ancora tutte le sere nel mese di agosto. Con oltre 150 date “live” all’anno, l’Osteria non teme confronti: è per diversi anni il palco più battuto dai migliori gruppi e musicisti sulla scena italiana. E senza dimenticare che qui, tra le montagne dell’Alta Val Susa affollate di sciatori britannici, la musica inglese dev’essere protagonista, prendono il via anche le serate con le band in diretta dal Regno Unito.

Nel frattempo, gli anni passano. La musica e le mode cambiano. Ma l’Osteria resta sempre la stessa. Ogni inverno si migliora, per offrire tante novità ai suoi affezionati frequentatori, ma resta fedele al progetto iniziale: mantenendo la “live music” al centro dell’offerta alla clientela, sempre più eterogenea: gli italiani delle seconde case, gli storici britannici, anche loro ormai di casa, e gli stranieri giunti un po’ da tutto il mondo dopo le Olimpiadi invernali.

Ed eccoci qui: all’inverno 2010/2011. Un altro inverno da trascorrere insieme, all’insegna della buona musica e con un bicchiere in mano…